Termocombustori

Siamo in grado di utilizzare la reazione di ossidazione con aria sulle sostanze inquinanti per trasformarle in CO2 e H2O, tenendo in considerazione che la miscela gassosa può trovarsi all’interno o all’esterno del campo di infiammabilità e che questo influenza sia le possibilità di auto sostentamento della fiamma che la propagazione di esplosioni e la modifica delle linee fumi esistenti, presentando così tre situazioni diverse:

Concentrazione dell’organico minore del LEL: la fiamma non si auto sostiene ed è necessario utilizzare metano quando la concentrazione diventa molto bassa ed il processo diviene antieconomico. Se la concentrazione è vicina al limite di infiammabilità è preferibile ridurla diluendo con aria per scongiurare pericoli di esplosione sulla linea di adduzione.

Se la concentrazione dell’organico è all’interno del campo di infiammabilità l’operazione è economica e vanno previsti gli accorgimenti impiantistici di soppressione fiamma ed esplosione nei collettori di adduzione.

Se la concentrazione è maggiore del HEL è necessario effettuare la diluizione con aria, predisporre gli accorgimenti di soppressione fiamme ed esplosione nei collettori di adduzione, e progettare l’impianto con particolare attenzione contro le fughe e le infiltrazioni da e verso il gas combustibile.

Termocombustori rigenerativi

Proponiamo combustori termici rigenerativi che abbinano alla camera di combustione il sistema di recupero del calore con il processo rigenerativo e possono essere dotati di due o più colonne internamente coibentate, contenenti materiali ceramici espressamente selezionati in base ai parametri di progetto. Vediamo insieme nelle specifico come funzionano: prima dell’ingresso nella camera di ossidazione, ove in presenza di ossigeno viene raggiunta la temperatura di innesco con temperature superiori a 750° C l’aria inquinata viene immessa nella camera di recupero per essere preriscaldata, (attraverso il letto ceramico). Nella camera di combustione, avviene il processo di ossidazione e di neutralizzazione dei composti organici. A depurazione avvenuta, l’aria riscalda un secondo letto recuperativo, consentendo un recupero termico prefissato in fase di progetto da 92 fino a 97%.

FIDIA ENGINEERING S.r.l.

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