Essiccazione Fanghi

Introduzione

Nel campo del trattamento delle acque reflue, il tema dei fanghi da depurazione ha assunto negli ultimi anni uno dei principali problemi operativi e gestionali dei depuratori, in quanto la limitazione allo spandimento in agricoltura ha fatto lievitare i costi di smaltimento. Se la disidratazione si può definire una tecnologia consolidata, che recentemente ha visto l’avvento sul mercato sia di presse a vite che di centrifughe evolute, per l’essiccazione lo sviluppo tecnologico è tutt’ora in corso e noi ci poniamo sul mercato come un partner tecnico di valore per la realizzazione anche dei sistemi più complessi.

ESSICCAZIONE A TAPPETO

L’essiccazione a tappeto a bassa temperatura sfrutta essenzialmente la trasmissione del calore per convezione e non per irraggiamento. Rispetto ad un tamburo rotante si mantengono tempi di residenza più elevati riducendo la velocità e la temperatura di esercizio. La macchina è di per se più complessa ma permette di sfruttare eventuale energia termica residua dello stabilimento (tipicamente acqua a circa 80°C) e dal punto di vista autorizzativo la procedura è più semplice (non è presente la camera di combustione per la produzione del calore). Il materiale da essiccare è uniformemente distribuito e poi movimentato su appositi tappeti permeabili all’aria. dal punto di vista costruttivo la realizzazione avviene a moduli sviluppati in lunghezza.

ESSICCAZIONE A TAMBURO ROTANTE

L’essiccazione rotativa è uno dei principali metodi di essiccazione esistenti nelle operazioni unitarie di ingegneria chimica. L’essiccazione avviene in essiccatori rotanti, che consistono in un guscio cilindrico ruotato su cuscinetti, all’occorrenza leggermente inclinato rispetto all’orizzontale. L’alimentazione del materiale umido avviene nell’estremità superiore dell’essiccatore e procede attraverso di essa in virtù della rotazione, dell’effetto di frangi-flussi e della eventuale pendenza del guscio, consegnando il prodotto essiccato all’altra estremità. La direzione del flusso di gas attraverso il cilindro rispetto ai solidi è dettata principalmente dalle proprietà del materiale lavorato. Il flusso in equi-corrente viene utilizzato per materiali termosensibili, anche per alte temperature del gas in ingresso, a causa del rapido raffreddamento del gas durante l’evaporazione iniziale dell’umidità superficiale, mentre per altri materiali è opportuno il flusso controcorrente per sfruttare la maggiore efficienza termica che può essere raggiunta in questo modo. Nel primo caso, il flusso di gas aumenta la portata del flusso solido, mentre nel secondo caso la riduce. Il metodo del trasferimento di calore preferito è quello diretto (scambio diretto tra gas e solidi). L’essiccatore diretto è costituito da un cilindro metallico rivestito all’interno di refrattari isolanti, in modo da essere adatto per il funzionamento a temperature elevate. I componenti accessori dell’essiccatore rotativo a riscaldamento diretto comprendono una camera di combustione per il funzionamento ad alte temperature. I gas sono forzati attraverso il cilindro da un aspiratore (specialmente quando viene utilizzato un riscaldatore a bassa caduta di pressione) o da una combinazione di aspiratore-soffiante, che è adatto per mantenere un controllo preciso della pressione interna anche in caso di caduta di pressione elevata nel sistema . Le caratteristiche del materiale da essiccare determinano il metodo di alimentazione, normalmente una coclea. L’avanzamento è controllato e uniforme in termini di qualità e quantità. Il vantaggio del tamburo rotante è sicuramente la sua semplicità costruttiva, l’elevata efficienza, i bassi costi di manutenzione ordinaria e la durata nel tempo.

FANGO.

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