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MBR

Il processo di ultrafiltrazione a membrane garantisce una filtrazione efficace, evitando il trascinamento di biomassa e particelle colloidali nell’effluente. Infatti, la membrana semi-permeabile separa fisicamente fango e acqua, permettendo di operare con concentrazioni di fanghi elevate e un controllo preciso dell’età del fango.

Di conseguenza, la capacità di sedimentazione dei solidi sospesi non condiziona l’efficienza del sistema. Inoltre, i bioreattori a membrane consentono di mantenere alte concentrazioni di fango senza compromettere la filtrazione, offrendo parametri operativi diversi rispetto ai sistemi a fanghi attivi tradizionali.

In sintesi, questa tecnologia migliora l’efficienza del trattamento, riduce il trascinamento di inquinanti e garantisce un’elevata qualità dell’effluente.

Utilizzando l’applicazione delle membrane agli impianti biologici sfruttiamo tutti i vantaggi del processo biologico. Il processo in sè presenta significativi vantaggi che trovate qui elencati:

Classificazione: 5 su 5.

Ridotta sensibilità alle variazioni dell’alimento: l’efficienza delle membrane di ultrafiltrazione non è dipendente dalla sedimentabilità dei fiocchi biologici; i fanghi sono trattenuti anche se il bioreattore subisce l’ingresso di una sostanza tossica o un improvviso aumento del carico organico o idraulico o ancora uno shock di pH.

Classificazione: 5 su 5.

Altro beneficio derivante dall’utilizzo delle membrane di ultrafiltrazione è la possibilità di mantenere in circolo concentrazioni di biomassa notevolmente superiori a quelle caratteristiche delle tecnologie tradizionali.

Classificazione: 5 su 5.

Controllo accurato dell’età media del fango biologico: dal momento che virtualmente nessun solido passa attraverso le membrane e poiché lo spurgo di fango è strettamente regolato, l’età del fango può essere precisamente controllata, garantendo in tal modo i parametri gestionali scelti dagli operatori.

Classificazione: 5 su 5.

Ridotta produzione di fango: come conseguenza della possibilità di mantenere un’età del fango decisamente superiore rispetto agli impianti tradizionali, si riduce la produzione di fango (con conseguenti minori oneri di disidratazione e smaltimento dei fanghi).

Classificazione: 5 su 5.

Migliore qualità dell’effluente: le membrane di ultrafiltrazione garantiscono una separazione assoluta dei solidi sospesi, prevenendo il trascinamento di fango biologico responsabile di alti valori di COD e solidi sospesi nello scarico e permettendo così ulteriori stadi di trattamento successivi normalmente sensibili ai solidi sospesi (quali l’osmosi inversa o, come nel caso in oggetto, l’ozonizzazione terziaria).

Classificazione: 5 su 5.

Ingombri estremamente contenuti: la possibilità di sviluppare in altezza il bioreattore (MBR) e l’assenza del bacino di chiarificazione finale consentono un elevato risparmio di spazio rispetto alle altre soluzioni tradizionali (a parità di carico inquinante abbattuto).

Classificazione: 5 su 5.

Facilità gestionale: l’elevato livello tecnologico espresso dal sistema ne consente una facile gestione.
La presenza dell’ultrafiltrazione consente di avere un sistema idraulico controllato: i parametri di lavoro sono controllati, gestiti e raccolti da un sistema elettronico/PLC che prevede la possibilità di collegamento anche via modem.

Contattati per conoscere l’elenco completo delle nostre referenze

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L’intervento ha comportato la realizzazione di una sezione di ultrafiltrazione, con membrane a fibra cava, per l’ottimizzazione e l’implementazione delle prestazioni dell’esistente sistema di depurazione biologico a fanghi attivi, oltre alla sostituzione dell’unità di sedimentazione del primo stadio di ossidazione biologica.

Settore rifiuti

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